Vissuto nel IV secolo, Massimino era originario dell'Aquitania, regione della Francia sud-occidentale, e per completare la sua istruzione si trasferì a Treviri, in Germania, città allora capitale dell'Impero d'Occidente. Qui divenne presbitero e successe al santo vescovo Agrizio tra il 320 e il 330 schierandosi in difesa dell'ortodossia allora minacciata dall'eresia ariana. A dimostrazione di ciò, dette rifugio al patriarca di Alessandria d'Egitto, S. Atanasio, esiliato dall'imperatore filoariano, ed anche al patriarca di Costantinopoli Paolo I cacciato dalla sua città per le stesse ragioni. Per queste sue prese di posizione fu elogiato da S. Girolamo che lo definì uno dei più coraggiosi vescovi del tempo. Il suo merito maggiore fu quello di convincere l'imperatore Costante, succeduto al padre Costantino, ad abbracciare la causa dell'ortodossia proclamata nel Concilio di Nicea (325). Morì verso il 346 e, come riferisce S. Gregorio di Tours, presso la sua tomba si verificarono numerosi miracoli.
(Nino Ravenna)
























