Originario di Cartenna nell'Africa settentrionale, Fabio subì il martirio durante la persecuzione contro i cristiani indetta dall'imperatore Diocleziano (anni 303-304). Era un giovane ufficiale dell'esercito di stanza a Cesarea di Mauritania (l'attuale Algeria), incaricato di portare le insegne del governatore: per questo era detto il Vessillifero. Convertitosi alla fede cristiana, durante un'assemblea dei notabili della provincia Fabio si rifiutò di portare il "vessillo" sul quale appariva l'immagine dell'imperatore, e per questa insubordinazione fu duramente biasimato e quindi rinchiuso in carcere. A nulla valsero le minacce per farlo abiurare, per cui fu condannato alla decapitazione. A questo punto ciò che successe dopo è avvolto nella leggenda. Si narra che il governatore ordinò che il corpo e la testa del martire fossero gettate in mare, a grande distanza l'uno dall'altra, ma prodigiosamente il corpo si ricompose e, sospinto dalle onde, andò ad approdare sulla spiaggia di Cortenna. Qui ebbe degna sepoltura benché gli abitanti di Cesarea ne reclamassero le spoglie. Comunque sia, il culto di S. Fabio servì a unire nella preghiera le due città.
(Nino Ravenna)
























