Il fondatore del cenobitismo (cioè la vita in comune anziché eremitica) nacque nell'Alto Egitto nel 287 circa. All'età di diciannove anni fu reclutato a forza nell'esercito dell'imperatore Massimiliano e condotto a Tebe. Qui ebbe il primo contatto con una comunità di cristiani che lo aiutarono, in nome di un loro "Dio del cielo", a superare le gravi difficoltà in cui versava. Pacomio pregò allora questo Dio dei cristiani perché lo liberasse dalle catene, promettendogli di dedicare la sua vita al suo servizio. Acquistata la libertà, mantenne la promessa. Nel villaggio dove si era stabilito assistette per tre anni gli appestati e confortò la gente che veniva a chiedergli aiuto. Seguendo una voce dal cielo, costruì un monastero e dette vita alla prima comunità cenobitica fissandone le regole: esercitare un mestiere per guadagnarsi da vivere e dedicarsi alla meditazione e all'ascolto della parola di Dio recitando Salmi e passi della Bibbia. I monasteri crebbero in pochi anni di numero, tanto cbe alla morte del loro fondatore, avvenuta il 9 maggio del 346, erano nove maschili più uno femminile. "La vita monastica" secondo il pensiero di S. Pacomio, "non è rivolta solo ai propri confratelli, ma anche all'intero genere umano".
(Nino Ravenna)
























