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sabato 25 maggio 2013 ore 18:36, dedicazione cattedrale
S. Flavia

Nipote del console romano Flavio Clemente, la matrona Flavia Domitilla si convertì al cristianesimo durante la predicazione di S. Pietro apostolo a Roma, e professò con coraggio la sua fede non piegandosi alle minacce dei persecutori che allora accusavano di "ateismo" tutti coloro che si rifiutavano di adorare gli dei. "Nell'anno quindicesimo dell'imperatore Domiziano (95)" si legge nella Storia di Eusebio di Cesarea, "insieme con numerose altre persone, Flavia Domitilla fu deportata nell'isola di Ponza per aver confessato Cristo". Qui ebbe una vita molto tribolata, come riferisce S. Girolamo. Una leggenda assai poco attendibile attribuisce ai santi Nereo e Achilleo la conversione di Flavia, che stava per andare sposa con il figlio di un console, persuadendola a scegliere la verginità. Accadde allora che l'innamorato respinto la denunciò e la fece deportare nell'isola di Ponza, dove la santa morì in un incendio appiccato dai suoi nemici. Presero il suo nome le catacombe più vaste di Roma che furono scavate sulla via Ardeatina in un fondo a lei appartenuto.

(Nino Ravenna)

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