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Polo fieristico di San Grato, un buco senza fine
13 agosto 2017

Nuovo “rosso” per il polo fieristico di San Grato, che ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita che supera i 200mila euro. Pesa il fardello degli oneri finanziari per costruire i due padiglioni e il centro servizi. La società di gestione del polo espositivo, Lodinnova, è ora in liquidazione. È controllata dal Comune di Lodi, Provincia, Camera di commercio, Confartigianato e Unione artigiani.

Per chiudere la liquidazione era stato deciso di vendere la struttura di via dell’Artigianato. Una vicenda aggrovigliata, che ha richiesto diversi approfondimenti. Il dossier era stato preso in mano dal commissario del Broletto Mariano Savastano, ma la partita resta aperta. Ora dovrà essere affrontata dal sindaco Sara Casanova.

Ecco come si presenta la situazione. Il Comune di Lodi è proprietario del diritto di superficie dell’area su cui è stata costruita la fiera. Mentre la struttura è di proprietà di Lodinnova. Per la messa sul mercato era stato concordato di riunire il diritto di superficie e la proprietà dell’immobile, in modo da porte bandire un’asta per la cessione. Preliminare a questa operazione è l’atto del Comune di Lodi, che risale ai giorni scorsi: un incarico per una perizia del terreno concesso dal Broletto a Lodinnova per costruire la fiera. Stabilito il valore dell’area, la società di gestione della fiera dovrebbe acquisire anche il diritto di superficie del terreno dal Comune. E si tratta di una partita tra crediti e debiti, nell’ambito della liquidazione dell’azienda partecipata. Così Lodinnova potrà avviare le pratiche per l’alienazione di tutta la sua proprietà. Un percorso che dovrà ora ottenere il via libera della nuova amministrazione di centrodestra, che guida il Broletto.La fiera di Lodi era stata inaugurata nel 2009 ed era costata circa 9 milioni di euro. Si tratta di due padiglioni da 2mila metri quadrati ciascuno, parcheggio da 400 posti e sala congressi. Negli anni non è mai riuscita a produrre le risorse necessarie per ripagare il forte investimento di partenza.

Sull’immobile di via dell’Artigianato è già stato manifestato l’interesse da parte della società pubblica Sal (società acqua pubblica), l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio provinciale e che ha sede presso il centro fieristico, in spazi detenuti in locazione.

Matteo Brunello

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3 commenti.
Atreiu 28 agosto 2017 17:56
La morte annunciata di un polo nato per velleitaria ambizione, in un territorio che non aveva e non ha la vocazione di attrarre risorse.
Si dirà che proprio per questo motivo si doveva provarci, altrimenti nell’immobilità non si cresce .
Ma occorre anche una valutazione realistica delle prospettive.
Questo è il risultato: 9 milioni buttati nel ……..
Se Lodinova è controllata anche dai due enti pubblici, Comune e Provincia questi per ora si ritrovano una partecipazioni di scarso valore (rispetto all’investimento). Nel caso di vendita (speriamo) la perdita sarà evidente.
Dunque un classico all’italiana, incapacità politica e spreco di soldi pubblici, a Lodi come in tutta l’Italia. I Comuni facciano i comuni, basta con le partecipate e le municipalizzate, tanto non ce la fanno a gestirle bene.
scontenta 15 agosto 2017 10:00
vendere appena possibile e liberarsi dagli errori del passato
Domenico 13 agosto 2017 20:55
Personalmente non sapevo nemmeno che esistesse! Mea culpa di sicuro, ma mi domando che se ne fa lodi di un polo fieristico che è notoriamente una città incapace di creare eventi?